Il teppista, le armi, l’acqua, gli amori

Il ritorno di Pino Pascali a Venezia non è solitario. Tanto da trasformare l’omaggio all’artista pugliese in una vetrina del museo a lui dedicato. Un’iniziativa furbetta, ma tutto sommato non spiacevole. Negli spazi di Palazzo Michiel dal Brusà, fino al 27 novembre.

1968. Il vento del Maggio francese che infuria sulla Biennale ha le sue conseguenze. Dall’edizione successiva i premi sono sospesi. L’ufficio vendite chiude. Lo statuto inizia a essere rivisto per la prima volta dopo trent’anni. L’ultimo premio per la scultura va a Pino Pascali (Bari, 1935 – Roma, 1968), giovane artista scomparso nel settembre di quell’anno in un incidente stradale.

Le fotografie dell’artista e della sua compagna nella sala dedicata alle sue opere si trovano in quasi tutte le cronache della Biennale. Sullo sfondo, il castello di carte spugnose in acrilico, che danno corpo a un solitario fuori misura. Anche loro ritornano a Venezia, in questa retrospettiva organizzata dal Museo Pascali. Quattro capitoli ne esplorano l’attività di grafico, la passione per le armi ereditata dal padre ufficiale, quella per l’Africa e il tema prediletto dell’acqua, in grado di esemplificarne la tensione a dominare la materia, cercando di misurare l’immisurabile, come ha osservato Renato Barilli, di dare forma all’informe, di trovare comunque un ordine nel caos. Una frenesia rispecchiata nell’allestimento che, nel tentativo di omaggiare tanto l’artista quanto il museo a lui dedicato, finisce per dedicare a Pascali soltanto un terzo dello spazio complessivo.

Sebbene promossa sul traino del grande artista pugliese, la seconda parte dell’evento, Puglia Arte contemporanea, non è affatto spiacevole. Si tratta di una sorta di padiglione pugliese in campo allargato. Al piano terra si espongono le opere della collezione, acquisite dagli artisti e critici insigniti del Premio Pascali negli ultimi tredici anni, da Jan Fabre ai fratelli Chapman, dai neopremiati Bertozzi&Casoni ad Achille Bonito Oliva, che partecipa con un videocollage dedicato al Totò critico e performer. Al piano superiore vanno in scena gli artisti che hanno partecipato alle attività espositive del centro pugliese, da Bill Viola e i Gao Brothers ad artisti più legati al territorio, come Giuseppe Teofilo o Francesco Schiavulli.
Tra collezione, premi e attività, la doppia mostra non dimentica nessun aspetto relativo al centro espositivo di Polignano a Mare, illustrando persino la cittadina grazie alle fotografie di Luigi Ghirri. Ne risulta un piacevole messaggio promozionale, con l’evidente proposito di portare lo sguardo su di sé e sulle proprie iniziative. Resta da vedere cosa seguirà a questa rinnovata attenzione.

Articolo pubblicato su Artribune il 25 luglio 2011



Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: