Nobody at the Party

pubblicato sul catalogo Superfluo #0 gennaio 2011

Da Cracovia a Padova, fresca d’accademia, dopo aver partecipato a pochissime mostre colletive nella remota Polonia… La prima domanda non può che essere: come diavolo sei arrivata a esporre all’anteprima di SUPERFLUO?
L’idea è nata quasi per caso, da una chiacchierata con Nicola conosciuto nel corso di una residenza in Olanda. Abbiamo avuto modo di confrontarci e mi ha parlato di un progetto a cui stava lavorando con altri due artisti in Italia. Credo sia nata subito una certa affinità, mi è stata lanciata una proposta e mi sono messa al lavoro. Penso che all’inizio ci sia stata quella sorta di interesse esotico che solitamente si innesca tra persone culturalmente distanti, ma poi ci siamo accorti che i punti in comune erano molti.

Parlaci di come è nato questo progetto, sviluppatosi attraverso contatti via skype ed e-mail con i tre artisti-curatori Nicola Genovese, Alex Bellan e Antonio Guiotto. Qual’è stata la molla che ha scatenato il progetto espositivo e poi come si è evoluto?
Le situazioni a volte portano a utilizzi inconsueti dei mezzi a disposizione e ci hanno portato a sperimentare un dialogo a distanza. Un confronto continuo durato circa due mesi in cui il susseguirsi di rimbalzi di foto, piantine, progetti e chiacchierate con i curatori hanno permesso di sostenere e sviluppare un progetto adatto a questa location. L’idea della festa finta è nata dopo una discussione sulla nite life di Cracovia, in cui ho riscontrato molte dinamiche sociali simili a quelle del vostro paese: l’esclusivo a tutti i costi come forma di status sociale, anche in situazioni in cui è totalmente fuori luogo.

Monika Szczerska - The fake party #1, 2010 - performance - courtesy of Superfluo

La festa in cui non si può entrare, l’uomo sui trampoli che sbatte contro le pareti della stanza, la signora che legge senza capire il comunicato… I tuoi lavori sviluppano performance antiperfomanti, i cui protagonisti sono costitutivamente incapaci di adempiere a una funzione o messi nelle condizioni di non poterlo fare. Tra frustazione e testardaggine. Si direbbe che ci sia molto dei tuoi 23 anni e del modo in cui la tua generazione guarda al futuro, almeno in Italia…
La mia situazione è precaria, come quella di altri giovani in Polonia e nel resto dell’Europa. Viviamo in società che blaterano e si giustificano, rimandando colpe e responsabilità ad altri. Ed è brutto vedere come molta gente si accontenti di guardare il proprio orticello per paura di perderlo, senza guardare oltre i propri confini, non dico al mondo intero, ma quantomeno al ciò che ci circonda.
Ribellandomi a questa mentalità cerco di rappresentare diverse situazioni che stanno spaccando la società. Molti miei coetanei cercano un modo veloce di fare soldi, basandosi su modelli in cui il denaro è sinonimo di potere e rispetto. Ed ecco le feste esclusive, dove riuscire a entrare diventa un must.
Ho tentato di dare una sorta di “lezione”, organizzando una festa tanto esclusiva da non essere per nessuno, mentre una signora, nell’indifferenza più totale, cercava di spiegare qualcosa che non capiva. Tutto accadeva in quel preciso istante, ma nessuno sembrava accorgersene. I ragazzi di SUPERFLUO mi hanno raccontato che gli spettatori sembravano più interessati al buffet, che aveva appunto lo scopo di distrarre il pubblico. In mezzo a tutto questo ci siamo noi, tutti coloro che con curiosità cercano di esplorare, vogliono capire, vogliono esprimersi.
A volte certi progetti sono più grandi delle nostre possibilità e ci fanno sembrare goffi. Le nuove generazioni cercano di innalzarsi, di guardare oltre, di esplorare nuovi confini, ma vengono rinchiuse o fatte tacere.

Monika Szczerska - Senza titolo, 2010 - Still da video - courtesy of Superfluo

E cosa devi al percorso di studi all’accademia? Cracovia è nota per la sua scuola di pittura, ma non si direbbe che sia un mezzo espressivo a cui riservi particolare attenzione…
L’artista oggi deve essere in grado di portare avanti un concetto con la tecnica più adeguata ai suoi scopi, quella che gli permette di rafforzare quello stesso concetto. All’accademia ho seguito il corso di scultura e ho avuto la possibilità e la fortuna di sperimentare parecchio anche con fotografia e video. Sinceramente ho un brutto rapporto con la pittura ma non escludo a priori di utilizzarla. Ma al momento non la ritengo utile per la ricerca che sto portando avanti.

Con quali giovani artisti condividi un percorso creativo e con quali meno giovani senti di avere un debito?
Tutta la mia ricerca si basa sulla comprensione di ciò che ci sta attorno. Sicuramente, l’influenza più grande arriva dal critico francese Nicolas Bourriaud e dall’arte relazionale, con la scoperta di artisti come Dominique Gonzalez-Foerster e Douglas Gordon. Mi piace l’idea che qualcosa debba accadere in un determinato momento, penso a Erwin Wurm e alle sue one minute sculputures, mentre degli italiani mi piace molto il lavoro di Nico Vascellari, ma ho anche debiti formativi con grandi menti del mio paese, come Tadeusz Kantor e il suo “Teatro della Morte” o con la genialità e il senso di appartenenza di Roman Opalka.
Adoro tutto ciò che mi aiuti ad ampliare la mia conoscenza e che mi renda in grado di capire chi sono. Leggo molta stampa estera e libri di storia, e cerco di dedicarmi al cinema e al teatro anche se non mi sembra mai di farlo abbastanza.

Monika Szczerska - Senza titolo, 2010 - Pala in alluminio, neve e occhio di bue - courtesy of Superfluo

E il futuro cos’ha in serbo per te?
Molti miei coetanei vogliono continuare gli studi all’estero. Ne conosco tanti che sono andati in Irlanda, dove la comunità polacca è in generale particolarmente ampia… Mi sembra che qui in Polonia si stia muovendo qualcosa, soprattutto a Lodz, Wroclaw e Varsavia, ma anche il nuovo museo di arte contemporanea di Cracovia o l’instancabile attività di Otwarta Pracownia danno un segnale in questa direzione. Andarsene ora forse non è una scelta tanto perspicace… comunque vorrei provare delle residenze e penso che mi orienterò in Germania visto che mastico già un po’ di tedesco.

***

Monika Szcerska è nata a Cracovia nel 1987, dove vive e lavora.
Dopo il diploma all’accademia di belle arti Jan Mateiko di Cracovia
ha esposto in diversi spazi espositivi in città.
Questa è la sua prima personale in Italia.

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