Paolo Canevari a Milano

fino al 17.V.2009
Paolo Canevari
Milano, Cardi / Stein

Disegni e incisioni ripropongono i simboli di un’arte democratica e rivoluzionaria. Con una semplicità disarmante, fra tragedia e ironia. Per riattivare la memoria dello spettatore e riscoprire le contraddizioni del nostro tempo…


pubblicato venerdì 8 maggio 2009

Disegni e incisioni sono spesso guardati con sospetto, come frammenti residuali della creazione; guardati con pregiudizio perché arrivati troppo tardi, lontani dal clamore con cui si accende l’interesse per una nuova idea.
Paolo Canevari (Roma, 1963) ne ha invece fatto una cifra della propria arte, che fin dagli esordi mescola strumenti e registri, nel tentativo di diffondere più che sorprendere, di fare un’arte democratica, accessibile a diversi livelli, e proprio per questo riproponibile più volte negli stessi temi attraverso i differenti supporti.
La Stein Edizioni inaugura i propri spazi con i suoi lavori grafici, realizzati alla Calcografia Nazionale di Roma. L’artista capitolino ha reinterpretato l’incisione valorizzando le matrici come fulcro dell’opera, realizzate al dritto evitandone la biffatura, piegandone i lati per impedire nuove stampe. Nello spazio milanese è esposta una delle dieci serie d’incisioni, che insieme ai disegni della galleria Cardi costituiscono una sorta di retrospettiva su carta. Nella serie Burning, Canevari affronta il tema del “fuoco sacro” della creazione, riconoscendone una dimensione distruttiva, calcando le orme della tenerezza tragica di Pier Paolo Pasolini. Al rogo sono i simboli del nostro tempo: un teschio, una pistola, una croce, un albero, il Mein Kampf, il Colosseo. Simboli il cui significare viene riattivato dal processo di combustione e annientamento, nei video originali come nelle incisioni e nei disegni esposti. Le opere di Canevari ricercano immagini forti senza esser provocatorie; non vogliono lo scandalo, quanto piuttosto penetrare in profondità nell’immaginario dello spettatore, sfruttando proprio la consuetudine con ciò che raffigurano.
Utilizzando simboli già impressi nella memoria, le opere di Canevari incarnano nuovi significati, rovesciando iconografie tradizionali. Come nei Continents, che trasformano i cerchi olimpici in copertoni d’automobile, a cui sono incatenati cinque animali, a raffigurare incomprensioni e stereotipi che influenzano gli sguardi tra le diverse culture. Realizzano figure esplicite, di una semplicità spesso disarmante, accentuata dal disegno fumettistico ed essenziale, e a cui si aggiunge spesso un’amara ironia. L’incisione The Holy Bible raffigura una pistola sul testo sacro, i semi di Seeds sono bombe in verticale sopra un uomo a braccia aperte, in Hanging Around le altalene fatte di copertoni sono appese a forche da impiccagione.
Paolo Canevari - God Year God Dog - veduta della mostra presso la Galleria Cardi, Milano 2009
In bilico tra farsa e tragedia, le opere di Canevari risvegliano l’attenzione dello spettatore con cortocircuiti simbolici e giochi di parole, ruotando attorno al tema principale del delicato equilibrio dell’Occidente. Che si regge in piedi soltanto a costo di chiudere gli occhi sulle contraddizioni che stanno alle sue fondamenta.

stefano mazzoni
mostra visitata il 23-24 aprile 2009

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