Scritture dell’impermanenza (0. Di cosa si tratta)

Primo anno di università. Come di consueto al corso di Storia della filosofia di Giangiorgio Pasqualotto si accompagna un seminario di Adone Brandalise su Nietzsche. Il titolo è Scritture dell’impermanenza e forme del sentimento di sé tra poesia e filosofia. L’unico corso che io abbia mai seguito con questo  professore dai lunghi capelli grigi e gli immancabili maglione a girocollo e giacca da pescatore senza maniche.

“Corso” e “seminario” sono parole poco adatte a descrivere le sue lezioni. Un’esperienza della parola e di un pensiero in grado di sradicare l’ascoltatore, trarlo a sé, rapirlo e tenerlo prigioniero nella propria profondità. Non solo l’ebrezza della pura teoria, l’aria rarefatta delle vette del pensiero di cui parla Jaspers o la pace delle cime negli ultimi versi di Goethe, ma qualcosa di estremamente più vitale, coinvolgente e totalizzante, un’esperienza con i tratti della rivelazione.

Di recente, ho scoperto una bizzarra intervista, in cui l’ho rivisto con la stessa giacca da pescatore, i soliti capelli e lo stesso naso, ho risentito la sua voce familiare. Ma mancava qualcosa di fondamentale, appenna accennato tra le sue risposte. Quella profondità di uno spericolato pensiero in grado di tenere insieme e di errare tra filosofia, mistica e letteratura.

Vorrei provare  a rimediare a questa mancanza, almeno in parte, riproponendo e ripercorrendo qui, a puntate, gli appunti presi durante quel corso. Di necessità sarò costretto a ricucirli e sistemarli con delle toppe grossolane, ma spero che qualcosa di quell’esperienza possa comparire, almeno in controluce.

Sarei estremamente felice se anche altri studenti di quel seminario o di altri corsi di Brandalise, seguissero questo esempio e mettessero in rete i loro appunti.

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  1. che bell’idea, spero che qualcuno aderisca. altro che facebook e pizze con i compagni delle medie! 😛 (ah, il libro che devi leggere, ma forse te l’ho già detto è estinzione di bernhard… non ti deluderà!) (ancora non riesco ad andare da bill viola, scoramento!)

  2. a bill viola ormai ho rinunciato, ma confido che prima o poi qualche illuminato assessore o, più probabilmente, qualche intraprendente fondazione decida di portarne un bel po’ anche a milano, o nei dintorni. bernhard ora è in agenda, ho giusto un credito feltrinelli da riscuotere. quanto a questa iniziativa credo procederò con cadenza settimanale o quindicinale, a seconda di grandezza, foggia e quantità delle toppe che saranno via via necessarie. e qualunque cosa sarà questo mio nuovo blog, cosa che ancora non ho del tutto chiara, di sicuro sarà un’altra cosa da facebook…
    ormai la partenza dovrebbe essere imminente: buona germania!

  3. bpz

    peccato, io adone non l’ho mai seguito, all’univ. sennò degli appunti te li avrei passati volentieri: era uno spettacolo, quando il tessuto stesso dell’appunto pulsava delle meraviglie intellettuali che manomano venivano spiegate…

  4. ma tu sei a padova e volendo lo potresti ancora seguire, magari anche solo ad una conferenza serale. anche se la cosa più affascinante era entrare nel suo linguaggio e per farlo mi ci sono volute un paio di lezioni, è fisiologico, per sincronizzarsi con quell’incessante pulsare..

  5. suzie

    Ho prestato i miei appunti ma non appena li avrò recuperati sarò felice di contribuire! Credo che in quel marasma vertiginoso di subordinate si infilino chiare rivelazioni.

  6. grazie suzie! appena li recupererai sarò felice di accogliere il tuo contributo! anche secondo me, in mezzo a tutto quel mare vertiginoso ci sono rivelazioni importanti, anche a scriverle così, senza quella voce, mi sembrano aver meno effetto…

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