La metafora dello spazio

fino al 23.XI.2008
La metafora dello spazio
Venezia, Palazzo Pesaro Papafava
Da asettiche rappresentazioni di deserti spazi pubblici a fantastiche ambientazioni di racconti surreali. Fra scheletri mascherati, tavoli sbagliati e urbanistiche pornografiche. Una collettiva al femminile indaga le possibilità di rinnovamento dello spazio…
 

pubblicato su Exibart martedì 28 ottobre 2008 

Einmal ist keinmal: il proverbio tedesco diventava, nel celebre romanzo di Kundera L’insostenibile leggerezza dell’essere, la sentenza in grado di rendere ogni scelta impossibile. Se la vita è una sola, ogni azione si equivale ed è priva di significato. Il titolo della mostra veneziana si contrappone a questo verdetto, trovando nel femminile la capacità di assumersi la responsabilità di ogni scelta, anche di minimo rilievo, e di sostenerne la leggerezza.
Ma è soprattutto l’intraducibile sottotitolo, Den Raum beleben, il vero filo conduttore. Il verbo tedesco beleben significa “animare”, “ravvivare”, ma con una radicalità che in italiano si perde. Per le opere coinvolte in mostra, infatti, non si tratta semplicemente di rinnovare lo spazio, di renderlo più accattivante o stimolante, ma di dargli nuova sostanza, di ripensarne in modo estremo il concetto e le possibilità. Per questo, nonostante la mostra parta dal confronto con lo spazio specifico di un antico palazzo, si apre a tutte le sue declinazioni, spaziando dall’architettura al paesaggio naturale o interiore, dallo spazio pubblico o all’intimità di un luogo privato.
Nonostante qualche forzatura, nel suo complesso la collettiva offre un ricco panorama di reinterpretazioni dello spazio, dalle più intime ed esistenziali fino alle più concettuali e distaccate, mettendo a confronto prospettive diverse l’una accanto all’altra, procedendo per giustapposizioni e non per corpus tematici omogenei.
Katharina Sieverding - Encode XIV - 2006 - proiezione digitale di diapositive - dimensioni variabili
Un nucleo significativo di opere reinterpreta gli spazi dell’architettura e il loro rapporto con l’uomo. Negli scatti di Candida Höfer, dedicati ai vuoti interni degli spazi pubblici, si avverte innanzitutto la straniante ed eloquente assenza dell’uomo. In Urban Pornitecture, Anila Rubiku ricama disegni pornografici su mappe e silhouette di edifici-icona di alcune delle maggiori città europee, svelando i desideri, la sensualità e le paure che tali strutture nascondono dentro di sé. Nelle slide di Katharina Sieverding, lo spazio architettico si fonde con la figura umana, in immagini che insistono sui forti contrasti di luce e sulla presenza di volti proiettati su edifici o all’interno di cartelloni pubblicitari. Nelle fotografie di Francesca Woodman lo spazio diventa proiezione della propria psiche, luogo in cui prendono forma i fantasmi della mente e vengono amplificate fobie e ossessioni.
Tessa Manon den Uyl - Urv-arâ rumbowling part I - 2005 - fotografia su alluminio - cm 100x120 - courtesy Galleria Lia Rumma, Milano-Napoli - photo Antonio Borrani, Firenze
Un altro gruppo di opere assume lo spazio come luogo di narrazione, come fosse un palcoscenico su cui mettere in scena il proprio immaginario. Come nel video di Tessa Manon den Uyl, in cui interni ed esterni diventano scenari dove far rivivere i quadri e l’immaginario di Bosch, in un’atmosfera surreale che trasforma perfino la percezione dello spazio in uno strumento poetico. In modo opposto, gli oggetti di Letizia Cariello si sottraggono a qualunque narrazione, caratterizzandosi come pure riflessioni sullo spazio, come nel Tavolo fantasma, che pone l’accento sulla semplice presenza di un oggetto totalmente sbagliato e inutilizzabile.
Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: