Fanko B / Zhang Huan

fino al 15.IX.2008
Franko B / Zhang Huan
Milano, Galleria Pack
Il corpo come soggetto e oggetto di rappresentazione. Una doppia mostra di rituali senza trascendenza. In cui dolore, vergogna e spiritualità trasfigurano nel loro aspetto. Puramente estetico…

pubblicato su Exibart lunedì 26 maggio 2008

La doppia personale alla galleria Pack ruota intorno a un libro. Un’edizione limitata che riassume vent’anni di attività di Franko B (Milano, 1960; vive a Londra), noto performer italo-inglese. Oltre agli scatti delle sue performance, ne vengono esposti alcuni di quelle di un artista altrettanto conosciuto, Zhang Huang (An Yang City, 1965; vive a Shanghai e New York).
Deposizione e Posizione, come indica il titolo della mostra, rappresentano la differente iconografia delle fotografie esposte. Da una parte, l’aspetto sepolcrale di Franko B, accentuato dal cerone che ricopre il suo corpo durante le performance. Dall’altra, l’ambigua plasticità densa di suggestioni dell’artista cinese. Entrambi sono perfette icone dell’imperturbabilità, che affontano impassibili i supplizi della carne. Come se si trattasse di esercizi spirituali, ma privi di tensione verso il trascendente. Una sorta di mistica che scava nel proprio corpo uscendo da sé, ma senza approdare in alcuna dimensione ulteriore, se non quella estetica.
Franko B rifiuta esplicitamente l’aspetto rituale della performance. Nelle sue esibizioni la reificazione di sé e l’ossessione per l’umiliazione e la vergogna, pur presentando aspetti liberatori per le pulsioni dell’artista, non appartengono nemmeno a una dimensione “terapeutica”. Come le fotografie esposte testimoniano, la sua violenta scoperta dell’interno del corpo e la poetica del sangue che persegue hanno una dimensione esteriore irrinunciabile. Concependosi come tableau vivant, Franko B elabora così un distacco dal proprio sé per raggiungere una dimensione principalmente estetica e non estatica.
Franko B - Still life, Glasgow - 2005/2007 - stampa lambd, trittico - cm 124x150 ognuna - ed. di 15 + 2 p.d.a.
Nonostante ciò, nelle sue performance l’aspetto meramente visivo si accompagna a un contraccolpo del reale sullo spettatore. Rafforzando e indebolendo nello stesso tempo l’esperienza estetica. Da un lato, provocano una violenta commozione, disgusto e anche paura. Ma, d’altra parte, l’aspetto meramente formale ritorna ad anestetizzare lo spettatore e a lenire il suo sconvolgimento. Le opere presentate in galleria sono fotografie di grande formato, che riguardano soprattutto performance accumunate dallo scorrere del sangue dell’artista, da quello sulla passerella di I miss you alla ferita allo stomaco di Aktion 398, dai lenzuoli intrisi di Still life alla quello che scende dalle sue braccia in Oh lover boy.
Zhang Huan - My Rome (Hang Bubble) - 2005 - stampa a colori - cm 101,5x152,5 (immagine) / cm 124x176 (foglio) - ed. di 8
Don’t leave me this way è una composizione di nove fotogrammi come l’antistante Window di Zhang Huang. È qui che avviene l’accostamento fra i due artisti. Da un lato, Franko B seduto su una sedia e bombardato da luci di diversa intensità; dall’altro, Huan alle prese con un mulo in un atteggiamento ambiguo, fra ironico erotismo e violenta manipolazione. Le altre fotografie dell’artista cinese documentano la performance My Rome, lontana da quelle dell’artista italo-inglese, immersa in un’atmosfera classicheggiante, sospesa fra Estremo Oriente e antica Roma.
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