pubblicato su Exibart venerdì 11 aprile 2008
Adel AbdessemedSi sentono ancora gli echi delle proteste contro Guillermo Habacuc Vargas, ed ecco che si scrive una nuova pagina sul turbolento rapporto tra arte e animalisti. A farne le spese è la mostra Don’t Believe in me di Adel Abdessemed all’Art Institute di San Francisco. La pietra dello scandalo sono brevi loop video in cui sei animali – un maiale, un cavallo, una capra, un bue, un capriolo e una pecora – stramazzano a terra dopo un colpo di martello alla testa. Gli animalisti si sono mobilitati con accuse all’artista di aver ucciso degli animali “a scopo artistico”, degenerate in minacce di violenza contro staff e famiglie dell’Art Institute. Dopo una sospensione cautelativa a meno di una settimana dall’inaugurazione, l’istituto si è dichiarato costretto a chiudere definitivamente la mostra, pur senza rinnegare l’opera dell’artista. Soltanto allora, nel comunicato, si è chiarita in modo inequivocabile l’origine documentaria dei video, che riprendono pratiche diffuse nei macelli della campagna messicana.

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