Premio Riccardo Pezza 2008

fino al 9.III.2008
Premio Riccardo Pezza
Milano, Triennale
Prefabbricati, strade, mete turistiche, cunicoli scavati nella roccia, parchi giochi. Differenti scenari per narrazioni diverse. Le opere del Premio Pezza offrono una piccola panoramica su cosa racconta la giovane fotografia europea…

pubblicato su Exibart venerdì 29 febbraio 2008

È un buon periodo per la fotografia in Italia. Fondazioni e musei sono attivissimi, le mostre tante da creare l’imbarazzo della scelta, e non mancano festival, premi e seminari di approfondimento. All’interno di questo felice panorama, la Triennale di Milano ospita una piccola mostra di giovani fotografi europei. Le opere esposte sono i lavori selezionati per la 13esima edizione del Premio Riccardo Pezza, che per la prima volta ha aperto le frontiere all’Europa, circostanza che ha contribuito a innalzare il livello generale rispetto alle tornate precedenti.
Le opere selezionate presentano un mosaico di voci e stili differenti, che sorprende positivamente per la profondità della ricerca di buona parte dei lavori esposti. Attraverso diverse angolazioni e punti di vista, gli artisti hanno strutturato differenti narrazioni, dal reportage di taglio sociologico all’invenzione di nuove cartografie, dalle esplorazioni sotterranee a impossibili documentari naturalistici, per affrontare il comune tema del premio: “il racconto di un luogo”.
Tra le opere più significative, colpisce il numero di fotografi tedeschi, di nascita o adozione, che hanno partecipato con i loro Diplomarbeit, gli elaborati finali di un corso di studio, testimoniandone di riflesso la qualità. È fra questi il vincitore del primo premio, Nicolas Wollnik. Le sue opere rielaborano segni cartografici e ombre di oggetti, realizzando un personale linguaggio bidimensionale. Valeska Achenbach e Isabela Pacini - Erholungzone Deutschland - Nordsee, 2003Il risultato sono progetti “sbagliati”, come lascia intendere il titolo Verplanung, mappe soggettive in grado di rendere non tanto l’esatta disposizione dello spazio, universalmente comprensibile, quanto le atmosfere emotive che lo abitano in particolari circostanze, da un punto di vista univocamente singolare.
Suggestivo Kaos di Agata Madejska, dedicato agli oggetti di un parco giochi. Scivoli e altalene di metallo sono isolati dal buio che li circonda, con le ultime luci del giorno che lasciano baluginare soltanto le loro forme, che assumono un carattere evocativo e straniante, come fossero su un vuoto palcoscenico.
Ironiche e spietate, Valeska Achenbach e Isabela Pacini presentano un avvincente reportage dal titolo Holiday Zone Germany. Protagonista è il tempo libero in Germania, dal Mare del nord al carnevale di Colonia, alle passeggiate sulle Alpi. Ovunque domina il kitsch e gli eccessi negli abiti, nelle pose e negli oggetti dei propri connazionali, immortalati impietosamente dagli scatti luminosi e ricchi di colore delle due fotografe.
Infine, si segnala Marco Dapino, vincitore del secondo premio con Esterni RGV, lavoro dedicato all’interagire di interno ed esterno nel gioco di riflessi e trasparenze delle vetrine di locali vuoti, illuminati da luci al neon che ne realizzano un viraggio nei tre colori del digitale, rosso, verde e blu.
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